lunedì 7 giugno 2010

L’Araba Fenice

























Ti chiamerò con il tuo nome di battesimo
E’ l’unica possibilità che ho per il mio prossimo libro
Ti chiamerò in causa
Per offrirti qualcosa di me
Qualcosa alla quale io tengo
Non basta più quella carezza
Né quella del vento a ricordare
Né la pioggia di quella sera

Ci sono affetti talmente importanti
Che attraversano letteralmente
Familiarmente
La persona
Vivono a ridosso
Della nostra stessa impalcatura
Stabilizzandosi là
Dove nascono i sogni

Non possono sfuggire all’incantesimo
Che si è venuto a creare
Né servirà cercarli in quel qualcuno che
Acceleri i nostri battiti
Poiché
Dello stesso respiro si è già fatto dono
L’ultima frase è in questa identità
Consolidata

Ricorda
Ci sono nodi che nessuno può sciogliere
L’amore non si spezza
Può inarcare
Tornado a rinascere più forte di prima
E’ ninfa vitale
E' l’Araba Fenice
Rivive

A volte
È meglio un dolore
Di una gioia appena annunciata
Ci sono vuoti che ci lasciano nella miseria più vasta
I silenzi
E il ricordo è solo una piccola goccia
In un mare che appare deserto
Qui - malinconicamente vissuto





L'immagine sopra "Un angolo nascosto"
di serocchio

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