domenica 20 giugno 2010

*****





















In ossequioso ascolto
Con passi felpati disperdo la mia voce
Che dolcemente si racconta al cuore
E’ un mondo ostile
Eppure sempre affascinante
Lentamente - dilatano le pupille

E’ uno spettacolo inimmaginabile
Paesaggi lunari mi accolgono
Mentre intrepido il vento i semi disperde

Interminabili scenografie
Mutevoli sempre
Vagabondaggi e feste fra gli alti piani
Popolati da selvagge creature
Fascino sublime

Sovente ha riposato il mio cuore
In queste fantasie
Tra l’ospitale accoglienza
Della gente semplice
Vive nel ricordo del saluto

Amati monti
Porto con me le vostre vette
La roccia fredda e scura
Di una notte gelida e senza luna
Con me alcuni sassi
Dove la mica abbonda riverberando al sole
Formata qui - in quest’armonia

L'avvolgerò con le nuvole - stasera
Spiegherò quel drappo che avvolge i miei pensieri
Dove sovente lo sguardo stupisce
Consolando l’anima



Ti amo sai - al pari delle Dolomiti

fm

sabato 19 giugno 2010

"E tu ti esponi nel pensiero”


















Questo policromo
Tornerà a planare
Generoso
Porrà fine all’esilio
Regalandosi con intese

Che indennizzino piacevoli note nell’aria
Arrendendosi dignitosamente
Con fare affascinante

Voci lontane
Considerazioni
Delicati fruscii
Solcano la mente
Zona erbosa
Di palme ondeggianti al sole




fm

venerdì 18 giugno 2010

Trionfano nell'armadio

Sono questi i giorni donati all’amore
Vestiti di questa stagione
Abbelliti da foglie caduche
Da malinconiche esteriorità
Ingentiliti da luci quasi irreali

Trionfano nell’armadio
Disegnati da un Grande Maestro
Vestono il mio corpo
Riscaldandomi l’anima
Nessuna tendenza del momento può competere
Se si esclude l’Autunno

Nessuno è arrivato a tanto
Nessun pittore
Se pur avvicinandosi
Ha colto l’incantevole
Nonostante quel loro lento discendere

Solo la terra può in questo tempo
Accendere le foglie
Affidando alla luce quel piacere
Raffinato

Sfumando i tramonti di quel miele
Intrattenendo piccole creature
Regalandoci ancora canti nella notte
E stelle bianche per dormire




fm

giovedì 17 giugno 2010

Quando la memoria





















E’ un sole che volge al tramonto
Quello che riscalda ogni fibra di me

Ogni pensiero celato
Mi abbraccia l’anima
Ponendomi dentro l’attesa
Insopportabile
Tra un respiro e un altro

Smaglianti sorrisi prendono forma
Incredibili
Splendidi
Immobile - osservo

Cenerentola io
Di fronte alla "sua" bambola tiepida
Di carne e sangue
Davanti al caminetto

Nulla da aggiungere
Solo un punto di unione
Per incendiare l’ultimo raggio
Contro un cielo che si va smorzando

Scintille morbide
Perforano lo sguardo
Quando la memoria sosta nei tuoi pressi



fm

mercoledì 16 giugno 2010

Così estraneo























Fieramente avversa alla Sorte
Nella morsa del silenzio
Vivo

Considero te un privilegio sempre
Ovunque e in ogni modo
In questa vita raccolta
Meditativa - vivi

Presente in questo nutrimento
In questa polvere
Mai esonerato
Vivi
In quest’aspirazione

Sintesi compiuta - errante fra i campi
Tra i meno abbienti
Tra gli afflitti
Vivo
Mai avvizzita
In questa capacità
Vivi tu

Nella misura in cui ti fai raggiungere
Nella capacità di lasciarti prendere
Coccolare
Amare

Vivi
Nell’intesa spontanea
Nella levità del mio canto
Nella bontà del sogno
Così estraneo
Così responsabile





fm

martedì 15 giugno 2010

Una Genziana per te
























Il lusso di comprendere
il lusso sarebbe
guardarti una sola volta
fa di me un'epicurea   (E.D.)




Benvenuta Marzia

Passi silenziosi























Non le dimenticherò
Quelle altimetrie
Né la veduta erbosa dei colli
Meraviglie
Modestamente descritte da una matita silente

Panorami
Nelle vicinanze di un’anima
Trovata sulle rive del fiume
Ha un debole per i ricordi
Che accarezza tra le polveri del tempo

Facile percorso sempre nuovo
Rifiorente
Come il biancospino tra le rocce
Per ogni istante di vita
Si annuncia la nostalgia

Contributo modesto
Al magnifico quadro
Filtrato dagli occhi
Nel digradare lento dei colori
Resi evanescenti dalla memoria



fm

lunedì 14 giugno 2010

Nei giorni d'estate

















Nuove piantine affollano le aiuole
Nuovi incensi nell’aria di giugno
Una codetta sembra interessarsi ai colori
Quasi a volerli indicare al tenero nido
Che abita su di un giovanissimo rampicante

Antichi pensieri occupano questa mente
Interferendo sempre più sulla resistenza
Potenziano l’effetto “risveglio”
Favorendo questa fantasia
Indispensabile per volare in alto

Non depurerà il sangue
Dall’amore in eccesso
Lo filtrerà
Ossigenandolo nei giorni più caldi
Quando nelle mattine afose
Sigillate restano le vele

Realtà
E ancora concretezza in questo dire
Se non erro – la colloquialità
Resta una delle grandi forze della poesia
Perché non percepirla come una soffice comunicazione dell’anima?





l'mmagine sopra è di Elisa Bertolotti

fm

Stagione delle rifiorenti




















Le rose assorbiranno questa fantasia.

fm

domenica 13 giugno 2010

Per compagno il tramonto

















Salpai anch’io con la mia piccola imbarcazione a vela
Errando per mari aperti
Ora calmi e distesi - ora impetuosi e neri
Indifferente
Mi sono lasciata sedurre da quell’idea

Troppo l’azzurro
Troppa la calma e la voglia di andare
Complice l’ultimo raggio della sera
Me l’ha resa trasparente
Spumosa e argentata la distesa d’acqua

Ho cercato l’evasione
Lasciandomi cullare dalle sue onde bianche
Non sempre agitate
Non sempre calme
Mare - è un’anima in tempesta questa che ti solca
Che vuole oltremodo valicare con te i tuoi tanti fiordi
Conoscere le tue insenature

Ha lasciato a casa ogni impedimento
Ha cercato la razionalità assoluta
Per compagno – ancora il tramonto

Lui le ha donato tanto
Lui le ha regalato il mondo
Ora - è qui tutto nelle mie mani
Ricambio io con questa mia presenza
Ogni pensiero è a lui rivolto
Ogni momento vive
In questa piccola imbarcazione a vela

Viaggia senza fretta colei che gode delle sue bonacce
Con classe ammaina le vele bianche nella bufera
Mare - passione mia di un’intera estate
Mare

Ho solcato la tua bianca spuma
Ho apprezzato e amato le tue creature
Quel figlio di Nettuno
Ho raccolto le splendide conchiglie
I piccoli ciottoli levigati

Sublime brezza
Sfiora ancora questo viso
Sai essere amabilmente "lui"
Discreta
Insuperabile nelle carezze



fm

sabato 12 giugno 2010

Distante l’antico messaggio



















Camminando tra i boschi della Rocca
Con passo lieve
Mi affido alla mia ombra
Senza porle quesiti

Nessun segnale
Distante l’antico messaggio
Nessun privilegio qui
Dove sarà quel pensiero?
Immolerei la vita per sapere
Di chi mi teneva compagnia
Che mi sfiorava in silenzio
Sorreggendomi

Trasformando il sentiero
Ricoprendolo di tenera speranza
Dove riposa?
Dov’è che si rinnova?
Da quale terrazza scorge il panorama?

Rumori
Cigolii
Che si accovacciano nell’anima
Circospetti
Quasi a scuotere quest’apatia
Tesa e morbida come un filo di seta

Straordinario sentire
Non l’avevo mai vissuto prima
Così calmo
Così tranquillo
Com’è vasta questa solitudine

Solo lo sguardo inchiodato al tramonto
Prova a cogliere un’idea
Lasciando alla sera pensieri profondi
Buonanotte giorno
E’ un ritratto verbale quello che t’invio
Ed ora sobria
Vagheggerò nel sogno


fm

giovedì 10 giugno 2010

Presenza suggestiva in questo Universo

















E un aspetto naturalistico quello che vi descrivo
Là - dove la natura non offre solo il deserto – né il silenzio
Vi sono tracce di uomini neolitici
Impronte di un remotissimo passato
Enigmatiche figure
Colori sublimi - dal lino grezzo - ai verdi pastello
Al rosso ferroso

E’ un parco importante - quello dei Tassili N’Ajjer
Dove le arenarie si stagliano tra l’arido deserto e il cielo
Le orme del tempo sono state ricoperte dalla sabbia
Solo rocce silenti ci raccontano le Ere
Lasciando spazio all’incantato viaggiatore
A questa fantasia

Massicci ferrosi la cui genesi ci rinvia al paleozoico
Ere distanti - magnifiche - affascinanti
Magia d’un’época inimmaginabile
Sommità
Resistono là - dove un dì fu una fertile regione
Dove un dì - prosperava l’antica attività fluviale

Ah Tassili - Tassili
Sogno d'un’estate
Nitide pitture rupestri
Tra le vostre altitudini intravedo splendida l’Aquila Pescatrice
Con candide piume ricopre la sua testa
Colonne smussate dal colore ambrato
Sedimenti marini dove al tramonto
Il rosso dei coralli riemerge d' incanto

Arenarie magnifiche
Riemerse terre
Ci rivelate il lento trascorrere del tempo
L’impeto del vento che tra le insenature libera del nomade il canto
Visiterò per voi - amici lettori - quelle idehan
invocherò l’hamada
Idehan
Hamada

Come diversa era la vostra flora – oggi deserto
Immensità sublime
Erose sono le tue masse e le incommensurabili pitture
Preziosità delle vostre nomadi tribù
Abitanti delle eterne grotte
Enumererò i componenti tutti
Sempre alla ricerca del tuo colore - saprò stupirti Africa nera

Studierò quegli ossidi ferrosi – zincati - ed altro
Otterrò anch’io i tuoi colori
Userò lo stesso nero - l’estrarrò dal carbone
Seguirò quegli stessi vertebrati in questa dura prova della vita
Andrò alla ricerca dei “cipressi millenari” - rarità assolute

Ah Tassili - Tassili
Sono giunti a noi i vostri pigmenti
Su di uno sfondo roccioso – sabbioso – dai colori incandescenti
Canto la vostra maestà
Sotto un cielo africano
Presenza suggestiva in questo Universo




fm

Questa volta - non sono io a fare Poesia



















l'immagine è di Fulvio Ferrua

mercoledì 9 giugno 2010

Il mio posto vuoto lo farà per me

Grazie per avermi donato un po’ di te
Certo è - che non sarò io a raccontarti quest’affetto
Ma il mio posto vuoto lo farà per me

E’ molto timido – usale discernimento
Da qualche tempo conosci i suoi comportamenti
Ti parlerà silenzioso
Sorride poco
E’ ancora irretito da quella tua volontà
Ma è ancora comprensivo

Resterà di me la mia cucina
Inevitabile il confronto
Ne uscirà fiera
Ti consegnerò al mio libro - piccola musa

Saranno molti i ricordi che
– inevitabilmente ti scorreranno dentro -
Tutto ti parlerà di me
Hai ragione tu – non sarà poco
E ogni giorno tu dovrai fare i conti con il tuo io
E ogni giorno sceglierai di me un ricordo da eliminare

Impassibile
Ferma – immutata nei sentimenti e nell’aspetto
Ti lascerò fare
I miei occhi ti guarderanno ancora
Cestina tutto – tutto
Devi farlo
Ti è richiesto
Tutto il cartaceo – tutto il virtuale
Persino l’oggettistica e i preziosi
Si deve buttare ciò che non ha valore

Solo nella sera
Quando cercherai conforto
Lei ti compiacerà con il suo corpo
Ma non potrai fingere a te stesso
Né farti ulteriormente male
Vivrai quell’attimo – ti s’impone
Si - lo vivrai obbligato

Ti sembrerà eterno
Interminabile
Lo consoliderai nel tempo
Parlerai con lei a lungo
Tanto - troppo
Userai la finzione

Solo il vento ascolterà la tua angoscia
Ti esaminerà a lungo
Avrà pietà dei tuoi gesti stanchi
Ti ricorderà di quei mutismi voluti
Il meglio di questa donna
L’attento orecchio

Calerà la notte e quel polare antartico
Busserà ancora alla tua porta
Schiudila in tempo utile
Tu - che l’hai voluta fortemente chiusa



fm

lunedì 7 giugno 2010

L’Araba Fenice

























Ti chiamerò con il tuo nome di battesimo
E’ l’unica possibilità che ho per il mio prossimo libro
Ti chiamerò in causa
Per offrirti qualcosa di me
Qualcosa alla quale io tengo
Non basta più quella carezza
Né quella del vento a ricordare
Né la pioggia di quella sera

Ci sono affetti talmente importanti
Che attraversano letteralmente
Familiarmente
La persona
Vivono a ridosso
Della nostra stessa impalcatura
Stabilizzandosi là
Dove nascono i sogni

Non possono sfuggire all’incantesimo
Che si è venuto a creare
Né servirà cercarli in quel qualcuno che
Acceleri i nostri battiti
Poiché
Dello stesso respiro si è già fatto dono
L’ultima frase è in questa identità
Consolidata

Ricorda
Ci sono nodi che nessuno può sciogliere
L’amore non si spezza
Può inarcare
Tornado a rinascere più forte di prima
E’ ninfa vitale
E' l’Araba Fenice
Rivive

A volte
È meglio un dolore
Di una gioia appena annunciata
Ci sono vuoti che ci lasciano nella miseria più vasta
I silenzi
E il ricordo è solo una piccola goccia
In un mare che appare deserto
Qui - malinconicamente vissuto





L'immagine sopra "Un angolo nascosto"
di serocchio

sabato 5 giugno 2010

“Era solo ieri; ma che abisso tra l’allora e adesso”























Verso sera
Quando i pensieri del giorno
Lasciano al cuore la facoltà di contenerli
Animati dalla sola speranza di essere dispensati
Senza rumore ti vengono a cercare

A chi non è mai balenato per la mente di chiedersi
Che cosa sto facendo? Cos’è che voglio?
Mentre il sole è ancora compagno di percorso

Proseguo stanca
Consegno al tempo un’immagine di me dimessa
Intuisco che la mia mente è rivolta al passato
Volutamente
Trascuro il presente

“Era solo ieri; ma che abisso tra l’allora e adesso”

Oggigiorno - è diffusa l’idea di una mente prospettica
Mezzogiorno è passato da qualche tempo
Ozioso è questo mio vagare
E quell’anima che cerco – ivi – non c’è



fm

venerdì 4 giugno 2010

“I miei colloqui con te”



















In questo stato d’incertezza solenne
Temo di scrivere malinconiche pagine
Attingerò al meglio in questa vita solitaria
– sforzandomi -
Ti inviterò al dialogo

Probabilmente ti senti già appagato
Forte nella scelta
E – volutamente - tralasci questa sincerità
Piccola cosa
Sofferta partecipazione a questo incanto

“ I miei colloqui con te rivestono un interesse pieno di tristezza”
Quale chiarezza?
Comicamente osservi questa donna
Tristemente avverti nel tuo sentire
Evidenti assonanze

Tenterà di sopravvivere quest’anima
Fendendo quelle ragioni profonde e semplici
Quali unicità innegabili in questo cuore
Celate in questa lingua universale



fm

giovedì 3 giugno 2010

Il mio pantheon
























Sono ancora qui - con gli occhi chiusi
Immaginando fiocchi di neve
Qui – dove tutta l’armonia esplode nei colori

Persisto in questo vedere con la mente
Continuo a tacere
Tenacemente riaffiora l’icona
Anticipando il canto

Sai - sono sempre avida di poesia
L’ho eletta compagna
Possiede la mia anima
Malata e immensa
Ti adora

E’ commovente l’entusiasmo
Riposto in questa piccola fiammella
Combatte l’indebolimento
La stanchezza
Con la sola forza della volontà

Sublimandoti in quell’alba
Diventi spirito
Neve
Mare

Il mio pantheon
La mia storia




fm

mercoledì 2 giugno 2010

Prestigiosa griffe

















Ho poche possibilità che tu la scorga
Ma l’immagine sopra è per te
L’ho presa in prestito
Nella stagione delle rifiorenti

Il giardino ha rinnovato la sua veste
Prestigiosa griffe
Nell’atelier più ampio
Colora la terra

E’ un pomeriggio piovoso
Nessun bocciolo può evitare la pioggia
Né uccelli – né farfalle
Magnifico l’arcobaleno

Oh sì – se solo tu potessi vederlo
Mi accorgo solo ora
Di essere qui - sola

Non parlo - non piango
Rientro nel silenzio
Dopo la sfilata
La tua essenza è qui

Quel tuo pensiero...



















Avrei voluto trovarti al mio rientro
Nessuno degli amici ti ha incontrato
Avrei voluto per me quel tuo pensiero
In modo tale che – questa vita - non fosse così banale
Avrei voluto che tu fossi quel miraggio
Avrei voluto per te un’altra vita
L’attuale ci vede separati

Avrei voluto acquistare tutte le stelle
Dolcissimo - se solo fosse possibile
Ti insinui nell’anima
Sei tempesta
Sei uragano
O più semplicemente - il mio tzigano

Ritroverò me stessa
Tramuterò la tua assenza in canto
Portando con me i tuoi racconti
I tanti ricordi
Mi daranno forza
Sollievo

Al mitico sogno
Chiederò che sia sempre tale
Per appagare questo tenero
Anarchico cuore




fm

martedì 1 giugno 2010

La tua presenza è qui



















La tua presenza è qui
Come una vegetazione ricca
Mi piace guardarla
Mi piace sfiorarla
Conquista

Si affaccia da un panorama amato
Recensito
Stimato
L’incontro io - nei tuoi occhi
Esposti al sole caldo della tua città
In prossimità di un margine

Alla presenza di quel belvedere mozzafiato
Ricoperto da esemplari di fiori rari
Mi accompagnano i tuoi pensieri
La poesia che vi leggo dentro

Avvicinando te
Avvicino i carpini bianchi
I sempreverdi
I tigli

La primavera è qui
Nell’esuberanza migliore
Vuoi in città - così come nei tavolieri
Presente con le sue stagionali
Le rifiorenti
Distese verdi i prati
Accostati da me alla tua immagine
Lambenti questa mia



fm

lunedì 31 maggio 2010

Dentro ad un sogno silente



















Spenderò ancora una volta
La mia vita in questa tenerezza
Dentro ad un sogno silente

Diffiderò la notte
Troppo vasta
Diffiderò il tempo

Eccessiva la lontananza
Smisurata
Nulla sarà sottaciuto nella mia arringa

Lui
E’ il cuore di un bambino
Si addormenta ancora stretto al suo cuscino
Di colui di cui io parlo
Ho una visione chiara

Mi ha colpito la sua nitida vitalità
La sua spontanea ilarità
Dovunque
Avverto la sua presenza

Ha smussato spigoli in questa profondità
Col suo stile delicato
Si è fatto spazio solo tra le muse

Tutti valgono ai miei occhi
E’ vero
Ma lui ha quel sorriso in più
Per questo è concorrente al mio bene




P.S.:
L'immagine è stata prelevata dall'Album: Natura e Macro - Autore "vecchiavolpe"

Colgo l'occasione per dare il benvenuto a "Giovi1959" e a "Farfly"
L'affetto degli amici, anche se virtuale, può aiutare chi vacilla.
Il mio grazie a tutti Voi.

Franca Mancini

sabato 29 maggio 2010

I colori di un’anima






















Gli impegni non inseguono l’amore
La speranza è radicata in questa palude
Eluderà le tue sospensioni
Non si può essere schiavi di due padroni
È raccomandato nella Bibbia
Gioverà a entrambi questa riflessione

Gli impegni non inseguono l’amore
Così si ripete quest’amica
Proscioglie i vincoli
L’amore percorre strade nuove
Entra solenne
Si rende libero davanti alle lusinghe
Lo s’intuisce dal suo sguardo perso

Sognante la sua filosofia
E’ una dottrina anche questa
Tutto ciò che è bene per il corpo
Lo è anche per l’anima
Intuitivo - quel tuo volermi bene - ha la sua importanza

Prende ardimento – vigore
Nuovo aspetto
Nella filosofia morale
Lo accoglie questo cuore come musica la tua sigla -TVB
Sorridono gli occhi e la fronte si rasserena un poco
E’ come soffrire i dolori dell’anima
Per certo si sa - non sono mai fuggevoli

E’ una romantica quest’amica
Darà vigore al suo parlare
Sosterrà la tua anima afflitta – caritatevole
Sarà indulgente
Con mitezza - amerà i frutti dello spirito
Prima la gioia
S’insinuerà nell’anima senza una vera ragione
Declamerà per te i suoi semplici versi
Al chiaro della luna

Accetti?
Ogni giorno si rinnoverà nella sua ebbrezza
Ogni giorno una rosa allieterà la sua vista
Ogni giorno cercherà per te migliori latitudini
Ogni giorno ti descriverà della sera il tramonto
Ed è ancora colore

Non sarà spazzato via nell’opalescenza dei cirri
Non riporrà questa matita
Né il suo dire
Ha ancora molti amici ai quali donare
Ricuserà quel qualcuno che afferma
“E’ tizzo di carbone questo suo poetizzare - è poca cosa”
Doppiamente sarà iridescente
Questo è il suo sentire

Non rivaleggerà con la sua Musa
Preziosità - né con la poesia tutta
Né con gli altri del mestiere
Poeta
Si rivolge a te
“ Conosci una sola ragione perché una donna debba lottare contro un cuore inveterato e calloso?!”



P.S.:
Le immagini sin qui utilizzate - sono di Laura Giovanardi.
Per me, splendide.
fm

venerdì 28 maggio 2010

Se devi amarmi (Elizabeth Barrett Browning )
























E se mi devi amare per null’altro sia
che per amore. Non dire mai "L’amo per il
sorriso, per lo sguardo, per il modo
gentile di parlare, per le idee
che alle mie s’ accordano, che un giorno
mi resero sereno". Queste cose,
mio Amato, possono in sé mutare o per te mutare.
Così fatto un amore può disfarsi.
E ancora non amarmi per la pietà che
le mie guance asciuga. Il pianto
può scordare chi lungamente ebbe
il tuo conforto, e perdere, così, l’ amor tuo.
Ma tu amami solo per amore dell’amore,










IL MONDO INTERO MUTA FACCIA

Il mondo intero muta faccia, io penso,
da quando prima udii i passi dell'anima
tua muovermi accanto, senza suono:
tra me s'insinuarono e l'orrendo
orlo di morte, ove affondar credendo
nell'amore fui volta, e imparai tutta
nuova la vita. La coppa del duolo
che da Dio tolsi in battesimo, dolce
bevo dolcezza, e lodo, a te vicino.
La patria il nome scambia, il paradiso,
col luogo dove tu sei o sarai.
E questo libro . . . il canto, che ieri amavo
(gli angeli lo sanno) ho cari solo
perché il tuo nome in quel parlare muove


che cresca in te, in un’eternità d’amore!

Certi effetti

Alla pupilla dei miei occhi




















Tu sei venuto da me per colmare i miei vuoti
Disposto a donarmi eterno il tuo bene
Impacciata io - forse intimidita - ho chiarito la mia posizione
Tu non mi sei indifferente
Tu sei tu - la mia piccola foglia
Io piccola donna che non crede ai vincoli

Tu sei arrivato da me facendoti spazio fino al cuore
L’hai elogiato
L’hai eletto perfetto - sire

Sono piccole cose quelle che questa donna racconta
Con i colori del grano maturo si perde
– sfumano i suoi colori nei tuoi -
Dolci pensieri nutre per te
Mentre tu la osservi quasi in esclusiva

Ho affidato il mio cuore al tuo
Accettalo in pegno - non chiede pecunia in cambio
Cerca solo il conforto in una briciola smarrita
Non ti si nega
Sembra l’immagine di una donna dolcissima
Nella sua “ icona antidata”
Sincerità - dapprima anelata poi temuta
Conoscerla è meglio che immaginarla

Non dispenserò il mio cuore – né puoi chiedermelo
D’ora in poi si accontenterà degli interminabili silenzi
Indovinerai il mio futuro?
Mio bene
Ho avuto un curioso affetto anima mia - il tuo
Così come questo cuore presagiva

“Puoi lasciare quel tuo fiore quanto basta per guardare il mio?!”




fm

giovedì 27 maggio 2010

Sai



















Sai

Su alti steli leggeri e colorati
S’improvvisano tappeti di papaveri
Ho memoria anch’io d’altri risvegli
Lontanissimi
Di situazioni infinite
Di giovanili pigolii
Molto a me vicini

Ultradipinta Natura
Stasera hai sparso per me sottili profumi
Per questa vita che apre il suo cuore al colloquio
Forse - qualche creatura – finalmente
Troverà del tempo

Sai
Ogni giorno avverto questa necessità
Ogni dì
E’ ignota la natura del motivo
So soltanto che c’è ed è in abbondanza
Percepito che - nel canto
Ho trasferito il mio abitare



fm

domenica 23 maggio 2010

Minime emozioni grandemente mi confortano




















Ti sveglierà un brusio
Accarezzalo amore – non mandarlo via
Si aggirerà come un’ombra
Mentre le ore passano
E l’anima consuma

Tace il tempo
Più non riprende quel tuo raccontare
Seccano sugli alberi le foglie - cadono
Felici di cadere
Impedendo al vento la loro sepoltura
Non amano discostarsi in terre lontane
Né - nelle nebbie celate

La natura cambia la Sua veste
La contemplo mesta – non priva di passione
Solo sul viso – ogni tanto
E' visibile un'amara espressione
Che nei ricordi attinge
Raccogliendo il perduto sguardo

Minime emozioni
Grandemente mi confortano
Impalpabili e leggere
Come vaporosa aria in settembre

Occhi inumiditi per il pianto
Poco mi giova piangere
E’ un pensiero assurdo il mio
Irragionevole è questa nostalgia
Nella nebbia lieve

Se non per quel bisogno urgente di tenerezza
Che ti vuole mio




P.S.:
(Sempre amerò,
e questo è il mio argomento:
l'amore è vita
e la vita ha qualcosa di immortale) (E.D.)

sabato 22 maggio 2010

Non chiuderti all’improvviso



















Ho con me quelle verità silenti
Sofferenze
Sotto i raggi del sole
Piccolezze
Che molto spesso adombrano la vista

Così - incontro il tuo pensiero
Privo di discernimento
Accecato
Da quella conoscenza
Privata dell’amore
Del coraggio
Qualità necessarie
Per un costrutto impegnativo

Cosa vuol dire per te crescere?
Cosa vuol dire amare?
In quali circostanze puoi riconoscerti
Esponiti
Raccontati a questa riflessione

Spoglia d’ogni superiorità
Ti vengo incontro
Mostrandoti le mie mani nude
L’anima ferita
L’altra metà del viso

Ho radici profonde
Attingerò all’umiltà
Alla fede
Alla sofferenza di mia madre
Non avrà risonanza
Questo piccolo dire
Se non quel condividere

Toccata da un volere inaudito
Incomprensibile
Perché?
Tutto questo è male - fa male
Allunga la tua mano
Le mie sono estese
Non chiuderti all’improvviso




P.S.:
L'immagine sopra è di Laura Giovanardi

giovedì 20 maggio 2010

Omaggio a ELIZABETH BROWNING


























Come ti amo?



Come ti amo? - Come ti amo?
Lascia che ti dica modi.
Ti amo fino agli estremi di profondità,
di altura e di estensione che l’anima mia
può raggiungere, quando al di là del corporeo
tocco i confini dell’Essere e della Grazia Ideale.
Ti amo entro la sfera delle necessità quotidiane,
alla luce del giorno e al lume di candela.
Ti amo liberamente,
come gli uomini che lottano per la Giustizia.
Ti amo con la stessa purezza con cui essi
rifuggono dalla lode.
Ti amo con la passione delle trascorse sofferenze
e quella che fanciulla mettevo nella fede.
Ti amo con quell’amore che credevo aver smarrito
coi miei santi perduti.
Ti amo col respiro, i sorrisi, le lacrime dell’intera mia vita!
e, se Dio vuole,
ancor meglio t’amerò dopo la morte.




LE MIE LETTERE CARTA MORTA

Le mie lettere! Carta morta, muta e bianca!
Ma vive e palpitanti fra queste mie mani che
trepide stanotte il nastro sciolgono
lasciandole cadere giù, sulle ginocchia.
Questa dice:- Un tempo lui desiderò
avermi per amica; qui fissava un giorno
in primavera, per venire a sfiorare la mia mano.
Un nulla, ma io piansi. Qui, risplende il foglio,
diceva: Mia cara, t’amo; ed io tremai e caddi
come se il futuro di Dio sul mio passato tuonasse.
Qui: Sono tuo! E restando sull’ansante
mio cuore, sbiadito è l’inchiostro.
Questa…Oh, amor mio, le tue parole non avrei compreso,
se adesso rivelassi quanto dice

Una camelia per te

























Ti ha fatto visita
Da qualche tempo sosto da te
E’ imprevedibile questa vita
Giacevi immobile nel sonno
Probabilmente resterà a lungo questa tua donna
Fertile è la zolla arata
Molta l’eccitazione in questo cuore

Che lascerà volutamente questo suo giorno
E’ patto che - deve prima essere accolta in questo suo dire
Solo così precipiteranno le ore
Non si interrompe del resto un sogno
Né una preghiera

Altri colori si accenderanno questa sera
Verosimilmente dovuti all’esplodere di un’altra supernova
Sconfinato Cielo – novera per lui tutte le stelle
Passerà con te ancora qualche istante
Attraverserà ancora l’alba lucente
Che affaccendata – sempre si rinnova

Giovanili aneddoti - che di te mi parlano sempre
Là - dove la figura di tuo nonno fu conquista
Ti era familiare quella vita
Limpida la sua sera
Mentre alle fatiche del giorno ti menava

Ricordi quelle sue cipolle?
E quelle viti com’erano coltivate?
Ricordi ancora quei profumi di mosto e di grappoli appesi?
Quei fieni odorosi che parlano ancora oggi di greggi solitari

Ricorda con te questa tua donna
E come ti abbraccia forte
Mentre nel suo ricordo vive quell’idillio
Nel tuo rammentare lei si attarda
Rincorrendo la giovanile fantasia

Un salice ricerca
Ancora un salice piangente
Dove i venti delicati ti ammonivano
Dove gli stessi uccellini cantavano nell’esile fogliame
V’è un tempo in cui tutti raccolgono i propri frutti
Tutti mietono la propria messe
Tutti

Scioglietevi miei occhi - slegatevi nel pianto
Immaginatevi lui nel sorgere del sole ancora perso
Affaccendato
Affaticato
Sotto lo sguardo vigile del nonno





fm

mercoledì 19 maggio 2010

Insieme nello stesso incanto



















Ho concesso all’anima
Quel tempo necessario
Per annunciarle
Di lasciarsi cogliere all’improvviso
Nuovamente

Con occhi svegli
Su atmosfere irreali
Muovo verso un’ombra
Icona immobile

Ti rivivo ancora
Proprio come la prima volta
Senza ottenere di più
Con fare sognante
Accendo un’altra sigaretta

Gesti pigri
Lenti
Intuizione di qualcosa
Mentre confido
Nel ritorno



fm

martedì 18 maggio 2010

La Primavera vestirà i suoi frutti

























Perché tutta questa economia di parole?
Perché ritardi la gioia in questo cuore?
Non ti sono stata un po’ compagna?

Non limitare oltre questo sogno
Il tuo cuore è complementare al mio
Perseguiamo insieme quel pensiero
Sono disposta a imparare
Non dubitare

Colmiamoci a vicenda
Siamo entrambi insostituibili
Sei la persona adatta
Anch’io – come te – nutro quella stessa fede
Se le tue arenarie decadessero
Vedresti questa donna rimproverare il sole

“Paradiso: possibile mai - che le tue porte d’accesso
- sono tutte sprangate? “



fm

lunedì 17 maggio 2010

Capi di accusa


















Presente
In una ceramica antica
In una foglia fragile e dorata
In quest’emozione viva

Senza misure - presente sempre
Nelle profondità insondabili
Oscure e lucenti
Precarie e perenni

Nella tranquilla accettazione
Degli eventi

Ancora presente tu
Nel piccolo focolare
Tra la gioia del cuore
E la mestizia dell’anima

Quando circuisce il malumore
Nella severa veste di migliorarne l’errore
Assumendo quella personale considerazione

Sei un mondo amabile

Ancora sconosciuto
Ma scoprirò le strategie
Le tattiche
Lasciando da parte le paure ataviche
Gli avvallamenti
I blocchi





fm

domenica 16 maggio 2010

*****




















Indifferente - questo tenero ibrido
Umilia le piogge
Sfoggiando il suo vestito più bello
Per diritto alla vita
Alla giovinezza di un’alba
Riserva a noi il suo profumo

Ostentandolo senza risparmio
In questa tirannica primavera
Quale formale impegno
Con questa multicolore famiglia




fm

Viaggia con me





















“A chi dicesse che la poesia è fondata sull’immaginazione e sul sentimento e la riflessione la raffredda, si può rispondere che – più si va addentro a scoprire il cuore dell’uomo, più vi si scopre poesia pura” A.Manzoni.



In un momento essenziale
Sintetizzerò questa poesia
Propenderà verso la sensibilità di ognuno di voi
Non rigetterà quel contenuto
Né l’amore
Lo rappresenterà ancora
Vivrà in me - quale espressione dell’anima

Contrariata con te - che ti discosti da questo mio sentire
A mio avviso - ancora eletto e sublime
Scrivo per te - uomo di scienza
Che più non ricerchi del cuore la passione
Più non rammenti l’infinità di un’anima

Non è così per me
Nonostante freni le mie passioni
E mi discosti notoriamente da quella mitologia
Che vuole la frase “plasticata e pittorica”
Mi preme farti raggiungere da questo pensiero
E’ solo un suggerimento
Abbandonati anche tu all’amore

Non essere antilirico - solo perché è passato l’ottocento
Ci restano ancora i sentimenti
Credo che serva ancora considerarli eccezionali
Troppe le volte in cui si celano nel dramma
Altri ancora si prendono cura di te anima affine
Molti si prendono cura del peccato
Altri della redenzione

Andiamo
Non essere troppo incline a giudicare
Né oltremodo materialistico
Viaggia con la fede
Viaggia nell’amore
Viaggia con me

Le mie mani sono protese




fm

sabato 15 maggio 2010

Ti raggiungerò sveglia









Ho il cuore tenero di un bambino
Nonostante l’immaginazione spenta
Ti abbraccio forte
Lascio a te l’interpretazione
A te lascio le onde - il silenzio

Non sono davanti ad un parterre
Né nel retroscena di un teatro
Non ho ricevuto elogi per questo operato
Né fiori
Né un biglietto prepagato

Regna il silenzio in questa stanza
Nella camera da letto vago - goffamente
L’apatia
Inizia la devastazione
Abbraccio il cuscino
I miei pensieri ti riguardano tutti

Turbano questa mente
Resa fragile dalla tua assenza
Tutto è profondo in me – tutto
Ricordo di non aver mai giocato nella fanciullezza
E ancor meno oggi con il tuo cuore
Ed ora - lavoro sodo per questo consuntivo

Muove verso di te questo mio bene
Non lo scalfirà la debolezza
Ha un patto da rispettare
La legge è nei sentimenti
La virtù vive in questa ragione

Ti raggiungerò sveglia
Tu - accantona la formale indifferenza
Dichiarata nemica di questa memoria




fm

venerdì 14 maggio 2010

Come un’alba boreale


















Non ha valore questo mio provare
Né tanto meno questo considerare
Anche se si ergono spesso
A difesa di un trascorso
Che non ha potere sul futuro
Flebile e lontana la sua luce

Che segue
Ben oltre l’immensa lontananza
Lungo questa stessa realtà
Là dove immagina la possibilità
Sin dentro la tua anima
Complice e distante

Ancora luce
Brezza
Lusinga
Sogno
Dispersi qui
Nel pensiero esule
Soave - come un’alba boreale

Accarezzato
Addobbato
Nelle lunghe notti
Stretto al mio cuore
Di pura Poesia


fm




giovedì 13 maggio 2010

Ondeggia la tua anima





















Ondeggia la tua anima
La osservo
Mentre disegna sul tuo viso il disagio
Nulla
Non avercela con questa figlia d’Eva
Combatte l’ipocrisia

Per una volta
- per i teneri petali di cui sopra -
Non dondolare
Non chiedere a me chi è?
Sapevi già chi era quel frapporsi

Ora spolvererò questa mia stanza
Sbirciando fuori della finestra
Non mi assoggetterò più al biasimo
Né alle offese grottesche
Semitrasparente
Darò il braccio alla musa

Con le parole farò risvegliare chi dorme
Persisterò nei sogni
Ferma in questo vagare
Calpesterò le zizzanie
Prima che sovrastino il colle
Avrò cura dei gerani nei davanzali
Porrò in rilievo solo l’Universo

Con la sua luce
Con il suo chiaro di luna
In colloquio con la melodia dei campi
Con il pulviscolo in diagonale del primo raggio
Dormirò poco
Per guadagnare ancora te

Solo delle rose coglierò il profumo
Giorno dopo giorno
Notte dopo notte

Immutata resterò
Nella solitudine
Come solo lei sa essere



fm

mercoledì 12 maggio 2010

Così guardo alla vita





















Soffia sul mio cuore
Il vento questa sera
Soffia tra le mie rose
Sussurrando qualcosa all’adulta primavera
Che tende i propri orecchi
Tra le foglie lucide e sparse

Esplode
Nei colori mutevoli
Nel breve segnale di maggio
Qui
Nella vita campestre

Cambiando ogni giorno il suo aspetto
Il suo modo di porsi
Boutique
Vestiti innocenti
Oggi
Domani
Un po’ più gualciti
Nell’aspetto maturo del grano
Trova difesa il turchino di un fiordaliso

Così guardo alla vita
Incapace di mutare alcun che
Nel bisogno incombente di te
Si erge l’Io
Alla ricerca di quell’ammissione
Riferita
Alla gioia di una sola parola

La tua




fm

martedì 11 maggio 2010

L’eternità mi annoia














Non si nasconde
E’ in quella volontà che si ritrova
Stemperandosi al contatto con l’assoluto
Nelle dimensioni cosmiche
Vive questo credo

Nell’armonia dei corpi celesti che spia
Nelle immagini care
Nelle emozioni
Nel respiro delle cose che ama

Non si confronterà - anima affine
Alto è il concetto che ha di te
Per la tua conoscenza
Per la tua sensibilità
Per la stessa onestà che ti distingue

Emblemi in questa libertà
Bellezze assolute

Attraversi ancora questa vita
E l’anima sprofonda nell’oceano
Abbarbicandosi all’acqua
Intona un canto alle ondine veloci
Che lusingate ti raggiungeranno

Difficile spingersi oltre
Sono giorni pigri
Impotente
Ti finge qui

lunedì 10 maggio 2010

Non uno qualunque




















Nel sonno - tranquilla
Con la consapevolezza
Di seguire un pensiero
Non uno qualunque

Curva verso il tuo cuore
In lontananza mi muovo
Godendomi lo show
Il panorama

Memorizzando i colori
La panchina affrescata di recente
Dove tu - con la sigaretta accesa
Indugi

Al di sotto dei piedi l’erba
La ghiaia bianca
L’armonia di un mondo colorato
Vivo - brulicante
Nei palpiti degli abitanti della terra

Distinguo l’ardesia dei tetti
Tutti uguali
A ridosso dei monti

Non esisto ancora in te
La ragione nega l’ospitale accoglienza
Non esisto in te - non ancora
Se non nello spazio dell’anima
Da improntare in parole
Nelle strategie del cuore

Nella quiete assoluta
Di un silenzio ancora randagio
Ma non per questo trascurabile
A causa del profumo di una rosa
Differito a te



domenica 9 maggio 2010

Non ti guiderà l’Ape


























Quando vedrai appassire le tue rose
Quando il gelo pungente le disidraterà
Al punto che i loro petali non profumeranno più

Vorrei che tu pensassi a questo piccolo giardino
Passando in rassegna tutti i suoi fiori
Sia quelli rifiorenti
Sia quelli destinati ad avvizzire

Non ti guiderà l’Ape

Ricorda
E’finita da tempo la brutta stagione
E solo Dio conosce dove và svernare
Non economizzare fra le fragilissime note


Grazie

Auguri mamma







































fm

venerdì 7 maggio 2010

Nel nome della sola percezione


























Tempo fa
Fra le benedizioni di una famiglia unita
Ebbi una gioia perfetta
Paragonabile al gioioso vento della Primavera
Agevolata non poco dalla Sorte
M’è di conforto ritornare ai ricordi

Le condizioni successive
Sono state altre
Non sempre agevoli
Ma ancora stimolanti
Non mi nego all’amore
Né agli antichi affetti

Valicherò il pensiero
Superando distanze
Come allora - Oggi
Edificherò un tempio alla Natura
Rivelando il suo fascino
Culla a questo cuore migratore

Lascerò il querceto all’amato Colle
Alla campagna amata le nebbie di Maggio
Le sue brevi piogge
A questo amore
Le nuvole basse di oggi

Mi avvarrò della malinconia – discreta amica
Per distinguere i colori del vento
Catturerò albe
Tramonti

Sarà ancora ieri - (per quanto possibile)
Soffierà ancora la solitudine
E nella quiete – per te coglierò la brezza
Compresa la gloria dell’ultimo raggio
Che non è sole
Non è sole Ami
Non ti potrà incendiare

Renderò fluido il messaggio
Servendomi di contrasti
Essenza – presenza
Contemplazione
Un’attesa paziente
Una vita ancora da ordinare

Imperiosa e dolce come non mai
Mi avvarrò di questa sola luce
Preziosa
Che nessun pittore può cogliere
Familiare solo all’anima
Che ha più occhi di una libellula

Nel nome della sola percezione




fm

giovedì 6 maggio 2010

*****




















Ho elemosinato nei pressi di un cuore
Questo
Per sottrarmi ad altri idoli
Ho ascoltato quel battito
Espandersi
Soccorrermi

Si è posto in ascolto di queste tipicità
Aprendo un varco all’attesa
Spogliandola
Di fardelli atipici

Mantenendomi viva
Viva - nei desideri erranti
Conservandomi forte
Creativa

Questa voce
Che tende all’isolamento
Che avvantaggia la solitudine
Ti affida frammenti di serenità
Appesi ad un futuro
Indistinto
Confuso ancora

Ma che ti sa aspettare


fm

"Colore e Amor di Patria"
























La salma di don Carlo sarà ospitata nella Cattedrale in Città Alta in occasione dell'adunata nazionale che si svolgerà il 7, 8 e 9 maggio, perché le penne nere e i fedeli possano rendere omaggio al sacerdote, amato non solo per quello che fece a favore degli orfani della Seconda guerra mondiale, ma perché visse a fianco degli alpini la tragica campagna di Russia. La teca di vetro (del peso di oltre 500 chili donata dall'Ana) che ospita le spoglie mortali di don Gnocchi verrà accolta già nel pomeriggio di giovedì 6 maggio in Città Alta. La celebrazione della Messa (probabilmente alle 18) alla presenza di ammalati e personale sanitario, verrà presieduta dal vescovo monsignor Francesco Beschi. Nella giornata di venerdì sarà il direttivo dell'Associazione nazionale alpini con il presidente Corrado Perona a rendere omaggio al corpo del sacerdote alpino. Venerdì, sabato e domenica sarà possibile visitare la salma, che sarà costantemente vegliata da quattro alpini. Tra le penne nere e don Gnocchi c'è un legame molto forte, nato nel 1940 quando Carlo parte come volontario per il fronte greco-albanese con il battaglione Val Tagliamento, mentre nel 1942 viene assegnato come cappellano militare alla Divisione alpina Tridentina. Don Gnocchi vede da vicino la sofferenza dei soldati, vive con loro la ritirata di Russia. Frutto di quest'esperienza drammatica è il testo «Cristo con gli alpini». «La presenza della salma del Beato don Gnocchi è significativa non solo per gli alpini, ma credo per tutti i fedeli che ne hanno apprezzato l'opera e la fede», commenta Antonio Sarti, presidente della sezione Ana di Bergamo.






E' il mio augurarti un buon lavoro - gentile "Penna Nera"
Asia

Distante io














Remota
Con la testa abbandonata su di un cuscino
Sogno
Provando a respirarti piano
Esageratamente presente
Tu
Vicino
Invasivo

Sappilo
Ti ascolto nell’eco
Vivendoti nell’anima
Approvando
Censurando

Volando verso quel qualcosa che esiste
Completa di te
Per una felicità possibile
Estesa a quest’idea
Precaria
Ma non inverosimile


fm

martedì 4 maggio 2010

Verso il Mare



























Ho guardato verso il mare
La distanza non ha lacerato l’incanto
A questa vita è fatto divieto
Perdere di vista il tuo pensiero

Un po’ appartata
Con aria sospettosa
Nel silenzio – per non essere vista
Ha considerato ancora il cielo

L’osservazione è stata profonda
L’amico raggio era al tramonto
I suoi raggi
Filtravano attraverso un drappo grave

Dipingendo la superficie piatta e luccicante
Di un rosso dorato

Nessuno si è accorto di questo scrutare
Nessuno ha notato l’assenza
Nonostante il pallore del viso
Nonostante la tua presenza qui
Non smetterà mai di cercarti nell’Immenso

Ritroverà
Quel tuo parlare sommesso
Attraverso i silenzi del cuore
Preziosi
Tesseranno ancora aliti
Intrattenendoli
Qui

Magia
"Passerò a guado il dolore"


fm

In questo breve viaggio



















Sempre più presente
Nel corrente vagabondare
Sempre più certa
In questo credo fluente

Osservo l’immensa distesa
Ospitare le stelle
Infinite
Ognuna così isolata
Luminosa
Distante
Eppure - così vicina

Arricchita da un crescente pathos
Reso bello dalla magia di un sogno
Nel riparo ovattato di un’attesa

Di grande effetto è
In questo breve viaggio
Chiamato vita




fm

lunedì 3 maggio 2010

Per te, potrei decidere di cambiare aspetto

Qui puoi restare
Se non decidi di andare
Stavo giusto pensando
Che potresti trovarci colore in questo posto
Non è una stanza vuota
Inoltre
Potrei decidere di cambiare aspetto

Cambierò look
Se deciderai di restare
Non cenerò più da sola
Sai
C’è gente che da molto spazio alla fantasia
Alterando la verità
Giudizi affrettati
Trovandosi a proprio agio nel gossip
Offrendo solamente il lato peggiore

Non sanno - non conoscono il linguaggio del vento
Di come questo gonfi le vele - anche a piccole imbarcazioni
E come può sollevare in alto tutto e tutti
Verso terre imprecise - a volte aride e inumane
Altre - verso luci e frastuoni

Risalendo l’idea
Ti incoraggio a seguirla con i soli occhi
Senza arrossire
Inchinandosi al suo volere

Dove hai dormito stanotte?
E’ un lento salpare l’emozione
Non può inseguirla l’incredulo
Né è sufficiente osservare l’altrui esperienza
Sarebbe per certo un errore
Devi viverla in proprio
Resisti

Devi desiderare la musa
Riceverla dentro nel salotto più ampio
Non ostacolarla col dire da poco
Soprattutto non isolarla dal comportamento
Lei vive negli spazi profondi
Elevati
E mai perso è il suo tempo

Rimani?



fm

sabato 1 maggio 2010

Non ambirmi

























Non sognare
Per questa fragile forma
Lasciata in bozza alla notte trascorsa

Sono ridiscesa tra il colle quasi correndo
Ispezionando ogni albero
Certa di quell’essenza
Tanto da volerla trasformare
In qualcosa di reale
Opponendomi ai colpi inferti dalla solitudine

Toccando quella verità
Ti ha scorto confinato in altre rive
Segni impalpabili
Orme
Complicazioni della memoria
Colorate e tenere
Da affidare al deserto
Arrotolate
Alle sue leggi
Come distese d’erbe

Contemplativo traguardo
Posto tra il silenzio dell’anima
E le vastità più estese dell’essere
Spazi
Dove solo la luce s’insegue
Riflessa
Sotto i raggi del sole




fm