mercoledì 10 marzo 2010

V’è immutato il linguaggio del cuore

Certe sere
Quando la luna nella sua riservatezza
E’ complice
Sfioro il mio sogno
Accarezzandolo dolcemente

Imploro l’amico raggio
Affinché non mi raggiunga la tristezza
Né il rimpianto
Fugando così la malinconia

Sconfinano in ampiezza questi pensieri
Abitando una casa non del tutto pertinente
Circondati dal ronzio delle Api

Sospendo il sogno
Portando le mani al cuore
Lui non può dormire
Mentre loro ti accarezzano piano
Lento si fa il respiro

Si ricompone l’anima
Nella sua nudità integrale
Le mani stringono qualcosa di speciale
Sono ipovedenti
E non riescono a parlare

Ma nelle carezze v’è immutato
Il linguaggio del cuore




fm

2 commenti:

DR ha detto...

splendide immagini: la penultima strofa e la chiusa sono da brividi, così come i pensieri che ci vengono la sera

Asia ha detto...

Grazie Renoir, sempre caro al mio cuore. franca