sabato 28 aprile 2012

Questa primavera è per te




Sfioro questi petali rossi
Confidando che non appassiscano presto
Sono per te - immutabile l’affetto
Incapace di cambiare - nell’attesa si espande
Ammorbidendosi nelle emozioni
In vista di quella compagnia
Che alimenta questa solitudine
Con aliti ignoti - chimere soffici
In questa vita come un lago di notte
Come un’espressione profonda
Solitaria e remota

Un ritaglio di me
Osservata a lungo nel web
Avvicinata affettuosamente e subito allontanata
Mi rimane difficile spiegarlo - ancora oggi
A tal punto che tremo al solo ricordo
Ma tu non guardarmi così...

Anche Dio ricusa l’indifferenza
Le persone tiepide
Non intrattenerti con chi mi ha colpito alle spalle
Il mio Dio è un Dio geloso
Ed io seguo le Sue orme

Ondeggia la tua anima
L’ascolto qui mentre disegna sul tuo viso il disagio
Non è nulla - non avercela con questa donna
Combatte l’ipocrisia
Per una volta - per i teneri petali di cui sopra
Non dondolare
Non chiedere a me chi è?
Sapevi già chi era quel frapporsi

Ora spolvererò questa mia stanza
Sbirciando fuori della finestra
Non mi assoggetterò più al biasimo
Né alle offese grottesche
Semitrasparente
Darò il braccio alla musa
Alla mia musa

Con le parole farò risvegliare chi dorme
Persisterò nei sogni
Ferma in questo vagare
Calpesterò le zizzanie prima che sovrastino il colle
Avrò cura dei gerani nei davanzali
Porrò in rilievo solo l’Universo

Con la sua luce
Con i suoi chiari di luna
La melodia dei campi
Ti amerò ancora

Con il suo pulviscolo in diagonale
Dormirò poco
Delle rose coglierò il profumo
Giorno dopo giorno
Notte dopo notte
Immutata
Resterò


P.S.:

Nessun commento: